venerdì 4 luglio 2025
Lost in translation tra genitori e figli
sabato 12 aprile 2025
La mia terza puntata su RadioNordBorealis
Per chi si fosse perso la diretta, ecco la terza puntata della mia miniserie di puntate mensili dedicate a diversi temi visti attraverso la lente della paternità su RadioNordBorealis.
Per chi volesse ascoltare tutte le puntate, le trovate a questo link.
domenica 16 febbraio 2025
La mia intervista per il mio libro "La voce dei ricordi"
La mia intervista per il mio libro "La voce dei ricordi" (Edizioni Montag) sul canale Sagoradio24TV, che ringrazio per l'ospitalità.
Per conoscere alcune curiosità sul libro (e su di me):
venerdì 7 febbraio 2025
La mia seconda puntata sulla paternità su RadioNordBorealis
Inizia il nuovo anno con la seconda puntata della mia miniserie di puntate mensili dedicate alla Paternità su RadioNordBorealis.
In questa puntata ho parlato di gravidanza e parto dal punto di vista dei papà.
Se vi siete persi la diretta, di seguito trovate la registrazione della seconda puntata:
Per chi volesse ascoltare tutte le puntate, le trovate a questo link.
lunedì 3 febbraio 2025
Il mondo è davvero più pericoloso o è solo una nostra impressione?
Tutto questo ha inevitabilmente un impatto sulla nostra percezione dei rischi ai quali siamo sottoposti ogni giorno. Mi chiedo se questi rischi siano davvero aumentati o ci sia un'influenza derivante da tutto questo bombardamento di notizie da parte di siti che hanno la necessità di inserire un numero sempre più alto di articoli per farsi leggere. Semplificando, probabilmente passando una giornata al Pronto Soccorso avremmo la sensazione che le strade siano poco sicure visto che lì si concentrano le persone coinvolte in incidenti stradali.
sabato 18 gennaio 2025
Tutti vogliono il nostro tempo (per fare soldi)
Per funzionare, i social hanno bisogno di una benzina particolare: il nostro tempo. Ma, strano a dirsi, non ci pagano per il tempo che diamo loro. Non solo non ci pagano ma, molto spesso, siamo noi a dover pagare, come per le piattaforme di streaming. Puntano tutti al nostro tempo, ai minuti della nostra giornata.
La genialità dei social è che
hanno trovato una ricchezza che tutti hanno, dal miliardario americano al
povero in qualche baraccopoli. Ogni giorno abbiamo una dotazione
di ricchezza iniziale di 1.440 minuti e tutti fanno a gara per accaparrarsene
un pezzetto, dalle piattaforme di streaming ai social. Conoscono
molto bene il funzionamento del nostro cervello e usano tutte le informazioni
che hanno su di noi contro noi stessi, con il rischio che potremmo finire a
“scrollare” ore tra video che ci piacciono e notizie che ci interessano.
Dobbiamo fare davvero attenzione all’uso che facciamo del nostro tempo.
Dovremmo prendere l’abitudine di guardare le statistiche del nostro
smartphone sul tempo trascorso sui social, scommetto che scopriremmo dei
dati davvero inaspettati. Non abbiamo la percezione di passarci così tanto
tempo. Facciamolo anche con i nostri figli. Guardiamo insieme a
loro quanto del loro tempo hanno trascorso sui social. Potevano trascorrerlo
meglio? Hanno utilizzato il loro tempo solo per ingrossare il portafoglio di
chi monetizza le tante visualizzazioni che ha? Secondo me ne verrebbe un confronto
davvero interessante.
Mi raccomando, non barate! Anche voi dovete far vedere le vostre statistiche sui social ai vostri figli.
giovedì 28 novembre 2024
La mia audiofavola "Tito, il regalo smarrito" è online per il Progetto FavoleBlu Christmas Edition di "A casa lontani da casa"
giovedì 21 novembre 2024
I genitori sono i fantasmi del futuro dei figli
venerdì 18 ottobre 2024
La mia prima puntata sulla paternità su RadioNordBorealis
A partire a questo mese, sarò ospite su RadioNordBorealis con una miniserie di puntate mensili dedicate alla Paternità nelle quali racconterò le esperienze e le riflessioni di un papà, dalla gravidanza all'adolescenza di un figlio o di una figlia.
Se vi siete persi la diretta, di seguito trovate la registrazione della prima puntata:
mercoledì 2 ottobre 2024
Non credo nella retorica delle guerriere
giovedì 12 settembre 2024
Quando cade la tristezza in fondo al cuore come la neve non fa rumore
Nonostante
siano passati tanti anni, ricordo ancora bene l’immagine della copertina dell’album
che aveva mia sorella, più grande di me, e che ogni tanto anche io mettevo sul
giradischi in camera. Si sa che le canzoni assumono sfumature e significati diversi
in base al periodo in cui le ascoltiamo e al nostro stato d’animo.
Non avevo mai riflettuto
particolarmente sul verso “la tristezza in fondo al cuore come la neve non fa
rumore”. Credo sia vero. Un dolore, quando
arriva, fa davvero rumore, quasi deflagrante. La tristezza, al contrario, è quasi
come una nevicata che si posa leggera e silenziosa dentro di noi ma che poi
diventa una coltre e fa sentire tutto il suo gelo. Non so, francamente, cosa
serva per farla sciogliere. È stata una delle estati più calde degli ultimi
anni ma quella neve è ancora lì.
sabato 29 giugno 2024
La mia intervista a RadioNordBorealis per il mio libro "La voce dei ricordi"
lunedì 24 giugno 2024
Il mio racconto "Marco e il segreto delle guerre" vincitore della VI Edizione del Premio Letterario Nazionale Mario Lodi di Amica Sofia
Con grande soddisfazione,
il mio racconto "Marco e il segreto delle guerre”
ha vinto la CategoriaD della VI Edizione del Premio Letterario Nazionale Mario Lodi
organizzato dall'associazione Amica Sofia,
con la motivazione: "per la profondità e l’intensità narrativa del testo".
venerdì 7 giugno 2024
La mia audiofavola "Andrea CapelliBlu" è online per il Progetto FavoleBlu di "A casa lontani da casa"
La mia audiofavola "Andrea CapelliBlu" è online su Spotify per il Progetto FavoleBlu di "A casa lontani da casa".
lunedì 29 aprile 2024
Uscito il mio nuovo romanzo "La voce dei ricordi"
"In congedo dall’ufficio per la nascita della figlia, Marco si trova a dover assistere il padre ricoverato in ospedale per i suoi ultimi giorni di vita. Consigliato da un’infermiera, nonostante sia spesso poco cosciente, inizia a parlargli, in un monologo che tenta di riallacciare il filo di un dialogo interrotto tanti anni prima. Alcuni incontri gli fanno tornare alla mente episodi del suo passato più o meno lontano e, raccontando di sé al padre che dorme, prende consapevolezza di ciò che vuole davvero, come dopo il risveglio da un torpore prolungato. Marco scoprirà così di non avere più timore di dare voce ai suoi pensieri, sia nel lavoro che nelle relazioni, affrontando senza nascondersi il mondo che lo attende."
giovedì 4 aprile 2024
Siamo tutti Clark Kent?
Diverso tempo fa lessi un articolo su Superman nel quale si diceva che si tratta dell’unico supereroe che si traveste per nascondere i suoi superpoteri mentre tutti gli altri si mascherano per diventare supereroi. Se ci pensate bene è vero. Da Spiderman a Batman, li vediamo con il loro costume quando sono supereroi, la loro normalità è essere Peter Parker e Bruce Wayne, questi sono i loro veri nomi. Per Superman è il contrario, è Clark Kent a essere il suo travestimento, il suo alter ego. Per celare la propria identità inforca un paio di occhiali e indossa una giacca e una cravatta, si nasconde dietro un’apparente mediocre normalità.
Ci sto pensando in questo periodo, è difficile da
spiegare se non davanti a buon caffè o seduti su un divano comodo, ultimamente mi
sembra che spesso nascondiamo le nostre vere caratteristiche e qualità sotto i
vestiti di una piatta normalità. No, noi non abbiamo superpoteri ma di sicuro qualcosa
di prezioso che valga la pena valorizzare e usare al meglio senza nasconderla.
Dovremmo entrare una volta per tutte in quella
cabina telefonica per smettere i panni dell’uomo qualunque e mostrare a tutti la nostra vera
identità.
mercoledì 28 febbraio 2024
La mia fiaba "Il ritorno del re" segnalata al Concorso "Un Prato di Fiabe 2023"
La mia fiaba è presente nell'Antologia pubblicata dalla Casa Editrice EFFEGI:
domenica 25 febbraio 2024
Il mio racconto "Mattia e il mondo a matita" vincitore del Premio della Critica per il Concorso Letterario Scarabimbocchio
Con grande emozione il mio racconto "Mattia e il mondo a matita" ha vinto il Premio della Critica (Categoria Over18) della 4° Edizione del Concorso Letterario Scarabimbocchio.
lunedì 13 marzo 2023
In discoteca a 13 anni ovvero quella voglia di far bruciare le tappe ai figli
Mi chiedo se la ormai noto incapacità dei genitori di dire “no” ai figli non sia legata in realtà ad una sorta di rimpianto dei bei tempi che furono, di quando erano giovani, che li porta a far fare ai figli quello che vorrebbero fare loro. Una sorta di ritorno alla gioventù per interposta persona.
Mia nonna diceva “ogni cosa alla sua età”. Non che ci fosse da qualche parte un elenco di cose abbinate alle diverse età. Ma erano altri tempi, direbbe qualcuno. Anzi, qualcuno me l’ha proprio detto quando mostravo la mia perplessità per una discoteca che organizza le domeniche pomeriggio in discoteca dai 13 ai 16 anni. “Mi sembra un po’ presto già a 13 anni…” (non serve neanche che siano compiuti). “Non possiamo ragionare come se fossimo alla loro età!” mi è stato detto “Il mondo è più avanti!”
venerdì 3 marzo 2023
I papà e le mestruazioni (delle figlie)
Si sa che le figlie crescono in fretta, sembra quasi ieri che vedevi circolare in casa i pannolini e d’improvviso sono già arrivati gli assorbenti. Ti rendi conto che si tratta effettivamente della “prima cosa da donne” che le capita, della quale non hai, e non potrai mai avere, esperienza diretta. Della quale sai più che altro per luoghi comuni che, da uomo, ti porti dietro da tanti anni. La mamma, invece, sa tutto, per viverla direttamente da tantissimi anni.
Anche il termine non è un granché: mestruazioni… Forse la generazione di mio padre non l’ha mai pronunciata nella vita. Sembrava quasi un tabù. Si usavano modi alternativi, detti a mezza bocca o quasi sussurrati, con lo sguardo basso: “ha le sue cose”, “ha il ciclo” “è indisposta”, “è uno di quei giorni”…
Per non parlare degli assorbenti, ce ne sono di così tanti tipi: con le ali (no, non volano, servono per farli stare più fermi), senza ali (perché volerli senza ali se quelli con le ali sono più stabili?), proteggi slip (perché gli altri non li proteggono?), per il giorno (e se li metto di notte?), per la notte (favoriscono il sonno?), per flusso regolare o abbondante (nel dubbio metterei sempre questi), sottili o ultrasottili (come i tv con lo schermo super piatto)… E poi immagino tutte le diverse combinazioni… è meglio un assorbente ultrasottile con le ali per flusso abbondante di notte o uno sottile con le ali per flusso regolare di giorno? Sembra che sia una questione di preferenza (ho chiesto) bisogna provarli per trovare il proprio preferito. Diciamo che per un uomo è come parlare del rasoio per la farsi la barba: elettronico, manuale, doppia lama, tripla lama, con impugnatura, con gel, usa e getta, con ricarica… Ognuno trova quello che preferisce dopo alcune prove. Inoltre, negli anni, ogni donna impara a capire il proprio corpo, a leggere i segnali che ne annunciano l’arrivo, al di là della periodicità più o meno regolare. Ci sono donne che dicono di essere come un orologio, altre meno regolari. Alcune percepiscono l’arrivo delle mestruazioni con un leggero mal di pancia che però non è il classico mal di pancia.
Con tutto questo mondo così complesso, quale può mai essere il mio contributo come papà, e quindi uomo, in questa nuova esperienza di mia figlia?
Ci penso e ci ripenso, poi l’illuminazione. Sono cresciuto negli anni ’80 con la pubblicità degli assorbenti “Sicura e vai!”. Nel famosissimo spot si vedeva una donna che pur avendo le mestruazioni si buttava tranquillamente da un aereo. Ovviamente le ali degli assorbenti non servivano per volare, c’era sempre bisogno del paracadute ma il messaggio era chiaro: le mestruazioni sono un evento naturale e come tale devono essere affrontate, non devono essere vissute come una limitazione della propria vita.
Posso dare il mio contributo maschile facendo sparire qualsiasi imbarazzo che possa circondare il mondo delle mestruazione, in particolare dal punto di vista di un uomo. Ad esempio, cercando di insegnarle che prendere un assorbente dallo zaino per andare in bagno non deve essere vissuto con imbarazzo, non si tratta di qualcosa di cui provare vergogna. Che non si deve parlarne a bassa voce perché qualcuno potrebbe sentire.


















