mercoledì 8 maggio 2013

Essere genitori: Fatica&Divertimento SpA

Confrontandomi con altri genitori mi rendo conto che per molti l’arrivo di un figlio è servito per riempire un vuoto. Che sia di tempo, di interessi, di compagnia, di affetto, di interessi o, paradossalmente, di legame con il proprio compagno o compagna.

Guardando alla mia situazione, mi rendo conto che per me, al contrario, un figlio doveva portare qualcosa di nuovo trovando il suo posto, anche se ovviamente in posizione privilegiata, tra tanto altro che già avevo. 
Questo fa sì che ci sia bisogno di redistribuire le priorità, modificare i tempi, lasciare indietro qualcosa. E' necessario un periodo di assestamento.
Sinceramente non è facile. Se è difficile anche leggere una rivista la sera perché si crolla addormentati come si toccano le coperte o se si deve mettere in conto che poco dopo esserti messo al computer quando tutti dormono senti piangere dalla camera mandando all’aria i programmi della serata, se potevi decidere di andare a correre da un momento all’altro semplicemente trovando l’ispirazione guardando dalla finestra o se i libri stanno a prendere polvere sul comodino.   

Sono convinto che questa varietà di aspetti e interessi della mia vita sarà importante anche per la crescita di mia figlia, quando sarà un po' più grande. Che per i figli questa sarà una ricchezza dalla quale attingere.

Mi viene in mente la frase finale del film “La prima cosa bella” di Virzì quando la protagonista ormai anziana dice ai figli “Che fatica. Però ci siamo divertiti tanto, vero?”
Eh sì, che fatica!

14 commenti:

  1. Sono d'accordo. L'arrivo di un figlio ridistribuisce tempi. Tutto cambia e cambiano le priorità. Hai ragione. Siamo stanchi alla sera ma non cambieremmo una virgola :)

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    1. Il rischio è che alcune volte la stanchezza prenda il sopravvento. Anche i genitori sono persone.

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  2. Sono sempre in accordo con queste tue riflessioni, mi sento sempre molto vicina ai tuoi pensieri. Per questo mi piace leggerti :)

    PS: premio da me :)

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    1. Mi fa piacere questa vicinanza di pensieri.

      GRAZIE per il premio ;)

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  3. Io mi concentrerei sul "ci siamo divertiti tanto", perché da quando sono mamma, ho sempre il sorriso sulla bocca!!!!

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    1. Verissimo, cerchiamo di partire dagli aspetti positivi.

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  4. è vero ciò che dici, i figli costringono a riscrivere le priorità, ma talvolta non è un male perché impari davvero a "volere" le cose.
    Quanto alla riflessione iniziale, mio figlio è arrivato "per caso", ma fargli posto nella mia vita è stato inevitabile..

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    1. Il cambio di prospettiva ci vuole. E ti domandi come facevi prima.

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  5. l' "arrivo" per me è stato sia come descrivi all'inizio del post, sia come dici che è stato per te.
    Ero piena di interessi ed impegni, che per forza di cose han dovuto trovare una nuova dimensione. Quel che lui ha riempito non era neppure un vuoto di affetti, ma un vuoto proprio esistenziale, non saprei come altro descriverlo. E' come fossi rinata, ma è anche vero che in quella rinascita ci sono anche altre cose parecchio dolorose.
    Sono tentata a volte di provare a dire come avere il mio piccolo mi abbia rimessa al mondo (o forse messa al mondo per la prima volta). Ma poi penso che ognuno fa il suo percorso, dettato anche dal caso, e che raccontare una cosa così potente non solo alla fin fine non si può, ma forse, addirittura, neanche si deve.

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    1. Credo che l'esperienza di avere un figlio sia straordinaria e che ti trasporti in un'altra dimensione rispetto a prima.

      Credo che potresti cedere alla tentazione di dirlo o almeno di scriverle per te. Magari scrivendolo avrai la possibilità di ragionarci ancora meglio ;)

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  6. ... devo dirti che da qualche mese il divertimento sta superando la fatica... spero che non si tratti solo di un intervallo... lo spero tanto!

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    1. Spero anche io che si arrivi a quel punto ;)

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  7. Adoro i film di Virzì, hanno sempre un retrogusto dolceamaro che ti lascia qualcosa dentro. La fatica è una brutta bestia e a volte fa passare in secondo piano la gioia e il divertimento. Bisogna resistere, sono convinto che tutti gli sforzi saranno ripagati (almeno fino all'adolescenza spero!)

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